lunedì 4 agosto 2014

Tre “dockor” per una “Bambola”
 Le cover svedesi de “La Bambola” di Patty Pravo


La Bambola

Nel 1968 Migliacci scrive il testo di una canzone, “La Bambola”, in collaborazione con Bruno Zambrini e Ruggero Cini. La canzone sembra non piacere proprio a nessuno visto che, tutti i cantanti a cui viene proposta, la rifiutano sistematicamente. L’elenco comprende Gianni Morandi, Gigliola cinquetti, Caterina Caselli, Little Tony e il gruppo dei Rokes. Quando viene proposta a Patty Pravo la reazione della cantante veneziana è negativa, come quella dei colleghi che l’hanno preceduta, ma poi rompe gli indugi e la incide. Mai una decisione risultò essere più azzeccata. “La bambola” vinse la Gondola d’Oro nell’omonima manifestazione e soggiornò a lungo nella Hit Parade. Per ben nove settimane occupò il primo posto in classifica. Ma il successo varca i confini italici finendo per essere esteso e clamoroso, entrando nelle classifiche di tutta europa e vantando un numero impressionante di cover in moltissime lingue. Viene, infatti, incisa in inglese, francese, tedesco spagnolo, turco, olandese, bulgaro, sloveno, fiammingo, danese, norvegese e svedese.
La sua popolarità è tale che, il testo, viene addirittura citato,  nel secondo episodio della sesta stagione del telefilm Will & Grace e il suo successo continua  nel tempo, visto che, nel 2011, la cantautrice statunitense Sara Lov  la interpreta nel suo album "I Already Love You".



























Le cover svedesi

Per quanto riguarda le cover svedesi, va segnalato un piccolo errore che ho riscontrato sul sito ufficiale di Patty Pravo. Viene infatti riportata, erroneamente, come cover svedese, anche la versione di Birgit Lystager (Århus, 15 Febbraio 1946), bella cantante danese, intitolata “Kun et mellemspil”. Si tratta in realtà di una cover in danese, lingua molto vicina allo svedese, il che può aver indotto all’equivoco. Lo stesso titolo, se fosse stato in svedese, sarebbe stato un po’ differente. Va detto che spesso molti cantanti svedesi, norvegesi e danesi incidevano versioni delle loro canzoni di successo nelle lingue dei loro vicini. Ho quindi verificato se esiste, effettivamente, una versione svedese cantata da Birgit Lystager ma, tutte le verifiche e le mie ricerche, hanno dato esito negativo.
Alla luce di quanto detto sopra, le cover in svedese de “La Bambola” sono due : “Dockan” di Berith (Berith Anserud) e “Fri” di Mia Adolphson. Esistono, inoltre, altre due versioni della canzone, cantate dalla svedese Anita Lindblom, ma sono una in tedesco ed una in inglese che hanno mantenuto inalterato il titolo in italiano.







“Dockan” di Berith Anserud

Berith Anserud (Umeå, 16 Gennaio 1944) è un’attrice svedese popolare in patria per alcuni spettacoli di successo come Hylands hörna del 1962 e För tapperhet i tält del 1965. La sua cover ha mantenuto invariato, in svedese, il titolo della canzone. "Dockan", infatti, significa “La Bambola”. Nel titolo del presente articolo ho usato la parola “dockor” che non è altro che il plurale di “docka”, alludendo alle tre “bambole” svedesi che si sono cimentate con la canzone di Patty Pravo.

















”Fri” di Mia Adolphson

Ulla-Britta Maria (Mia) Adolphson, nata a Norrköping il 27 Novembre 1949,  è una popolare cantante svedese. Suo padre, Elof Adolphson era un militare musicista e compositore. Mia Adolphson debutta a 18 anni al Tibble Theater di Täby nel musical ”Peccoral” con un ruolo da protagonista ed è lettore di musicologia alla Università di Stoccolma, dove ottiene un’offerta per incidere un disco. Il suo primo singolo, "Det var den sommaren" entra nella Svensktoppen e, subito dopo, avviene il suo debutto televisivo. Il singolo "Att leva" (cover di "Azzurro", scritta da Paolo Conte e cantata da Adriano Celentano) ottiene un grande successo. Il suo primo album, Mia per l’etichetta EMI riceve buone recensioni.
Negli anni ’70 Mia Adolphson diventa una popolare cantante (schlager) e negli anni 1970 e 1971 hostess per la discoteca Mia in Döbelsgatan 3, a Stoccolma. Nel 1971 effettua una tournè assieme al comico Bernt Dalhbäck : la loro collaborazione termina dopo ben sette anni. Dopo aver partecipato al Cabaret AlexCab, nel 1975 abbandonò la sua carriera di cantante e iniziò a lavorare per Vingresor e la loro catena di Hotel Sunwing dove inventa e da impulso al cabaret itinerante esibendosi nei tour all’estero nelle località turistiche più popolari. Mia Adolphson ha lavorato anche come insegnante di musica, insegnante di teatro drammatico,product manager, produttore e lettore.

Nel 1992 fece il suo ritorno alle scene musicali quando fece parte del guppo di spettacolo Tre Damer assieme a  Anita Strandell e Diana Nuñez.


Anita Lindblom

Anita Lindblom, nata il 14 dicembre 1937 a Hille, è una cantante pop e attrice svedese. Il suo esordio artistico  fu da ballerina per poi irrompere con la sua carriera musicale. Era una delle artisti svedesi più popolari negli anni '60. Nel 1957 debutta nella rivista "Scalarevyn" in cui ha canta "När den svenska flickan kysser, kysser hon med öppen mun" (Quando la ragazza svedese bacia, bacia con la bocca aperta). Nell'ottobre del 1961 incise "Sånt är livet" con l'orchestra Sven-Olof Walldoff,  una cover svedese di Roy Hamilton "You can have her". Stikkan Anderson scrisse per lei il testo in lingua svedese sulla melodia di Bill Cook, che era il manager di Roy Hamilton. Fu uno storico successo discografico. Il brano è stato votato, nel sondaggio condotto tra gli ascoltatori della radio come la più grande canzone pop svedese di tutti i tempi. La sua versione tedesca " Laß die Liebe aus dem Spiel" (registrato nel mese di febbraio 1962) è stato un grande successo e Anita Lindblom è altrettanto famosa in Germania come nel suo paese d'origine. Fra i suoi successi vi è anche una versione in svedese della canzone "Lili Marlene"


Alcune copertine di "Se" dedicate ad Anita Lindblom






Anita Lindblom è stata circondata da miti e scandali. Ha vissuto un matrimonio tumultuoso con il pugile Bo Högberg, e ha finito per fuggire dalla Svezia, alla fine degli anni '60, per motivi fiscali. I suoi nervi fragili determinarono costanti apparizioni nelle colonne del gossip di giornali e riviste. Tornò in Svezia nel 1970 e nel 1974 recitò nel film "Rännstensungar" e prese parte a uno spettacolo di successo all' Hamburger Börs di Stoccolma. Per un certo periodo ha vissuto con l'attore e regista Gunnar Hellström. Anita si ritirò dai riflettori nei primi anni 1980; si sentiva perseguitata dai media per la faccenda dei guai con il fisco, per le sue avventure amorose e per i malesseri di vario tipo che la colpirono. Più volte ha rifiutato offerte per un suo ritorno sulle scene. Si stabilì a Cannes, in Francia e, per molti anni, non fece più ritorno in Svezia. Stava progettando di trasferirsi negli Stati Uniti e iniziare una nuova carriera, ma quando i suoi beni andarono distrutti durante il trasloco, decise di rimanere in Francia. A seguito di questa sfortunata vicenda, ha dedicato molto tempo e denaro per cause contro la compagnìa svedese che aveva effettuato il trasloco, senza successo. Il colpo più duro fu la distruzione del suo amato pianoforte che, da allora, giace inutilizzabile in un magazzino in Francia. Da allora ha dichiarato che non intende cantare di nuovo o tornare in Svezia,  fino a quando non avrà ricevuto un adeguato indennizzo per i mobili distrutti. Una storia molto triste.

Le sue due cover de "La bambola" hanno la particolarità di aver mantenuto inalterato il titolo in italiano nonostante siano cantate in tedesco ed in inglese.







VIDEO





La versione in tedesco de "La Bambola" di Anita Lindblom












1 commento:

  1. Spännande! Molto interssante sapere tutte queste cose! Non sapevo neanche che La Bambona fosse conosciuta e cantata in Svezia! E tutte quelle cose su Anita Lindblom....triste....

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